Lo ricordo dal suono, più che da qualsiasi immagine: la gamba di una sedia che graffiava il parquet lucido, trascinata piano, con intenzione. Le posate si fermarono a metà gesto. Il cristallo di un calice di champagne smise quasi di vibrare, come se l’aria trattenesse il fiato. Era un silenzio di quelli che non si ottengono a colpi di denaro, per quanto la mia famiglia ne versi pur di comprare l’illusione delle apparenze.
Ricordo il suono prima di qualunque volto: la gamba di una sedia che graffiava il pavimento lucidato, trascinata piano, con crudeltà calcolata. Le posate si fermarono. Il cristallo di un flute rimase a mezz’aria, come se anche lo champagne avesse trattenuto il fiato. Un silenzio così non lo compri neppure con tutto il denaro che … Read more