La piccola senzatetto intonò la ninna nanna che avevo composto per mia figlia, sepolta vent’anni fa
Il vento di Chicago non si limita a soffiare: ti azzanna. Ha denti veri e, stanotte, davanti alle porte dorate del Drake Hotel, stava letteralmente mangiandosi la mia giacca di jeans, troppo leggera per quel gelo. — Shh, Noah… ti prego. Ancora un pochino — bisbigliai, cullando il fagottino tra le braccia. Mio fratellino aveva … Read more