«Non mi trascinerò fino a quel maledetto buco dimenticato da Dio per seppellire tua madre», sbottò suo marito. E quando seppe del suo conto in banca, tornò strisciando con dei fiori.
Natalia si svegliò al insistente squillo del telefono. L’orologio segnava poco prima delle otto di un lunedì di agosto. Vitaly accanto a lei borbottò e si tirò il cuscino sulla testa. «Pronto?» La voce di Natalia era roca per il sonno. «Natalia cara, sono Valentina Ivanovna, la vicina di tua madre», arrivò la voce ansiosa […]
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