Nessun musicista era mai riuscito a scalfire davvero il CEO: ogni esibizione gli scivolava addosso, impeccabile ma sterile, come se nulla potesse sorprenderlo. Poi, un giorno, entrò una semplice addetta alle consegne… e in pochi istanti l’intera sala rimase senza parole.
Nessuno era mai riuscito a strappargli più di un’espressione neutra. Nella sala da ricevimento, sotto un lampadario immenso che versava luce come miele, si erano alternati i pianisti più richiesti della città: mani impeccabili, tecnica cristallina, applausi educati. Eppure l’uomo con i capelli d’argento e l’abito grigio su misura — Gregory Langford, CEO temuto e […]
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