Era un pomeriggio soffocante, di quelli in cui l’aria sembra fermarsi e il villaggio trattiene il fiato. Io, Hanh, stavo in ginocchio nel cortile, le dita impolverate mentre raccoglievo ramoscelli secchi per accendere il fuoco e preparare da mangiare. Sulla soglia, mio figlio di dieci anni osservava in silenzio: i suoi occhi grandi, limpidi, seguivano ogni mio movimento con un’attenzione pura, come se in quel piccolo gesto si concentrasse l’intero mondo, immobile, sospeso in quell’attimo.
“Per dieci anni ho cresciuto mio figlio senza un padre: il villaggio rideva di noi… finché un giorno, davanti a casa mia, si fermò una fila di auto di lusso. E il vero padre del bambino fece piangere tutti.” Nel villaggio l’aria, quel pomeriggio, era densa come una coperta bagnata. Il sole picchiava sulle lamiere … Read more