Quando a scuola hanno annunciato il ballo di fine anno, la mia reazione è stata tutt’altro che entusiasta. Non avevo un accompagnatore e, a dire il vero, tutta quella storia mi sembrava un po’ esagerata.
Un pomeriggio, però, ho osservato la mia bisnonna Alma seduta sulla sua vecchia poltrona, immersa in un film in bianco e nero.
«Tu ci sei mai andata, al ballo?» le ho chiesto quasi per caso.
Lei ha sorriso con un filo di malinconia. «Ai miei tempi, tesoro, ragazze come me non venivano invitate.»
Quelle parole mi sono rimaste dentro. Alma aveva affrontato una vita piena di prove: quattro figli cresciuti con sacrificio, la perdita prematura di suo marito, eppure conservava una forza e un’ironia che la rendevano straordinaria.
In quel momento ho preso una decisione impulsiva ma sincera: sarei andato al ballo con lei.
Quando gliel’ho proposto, ha pensato che stessi scherzando. «E io cosa mi metto?» ha domandato, alzando un sopracciglio con aria divertita.
«Qualcosa che faccia girare la testa a tutti», le ho risposto.
Nel giro di pochi giorni aveva scelto un abito blu brillante che sembrava fatto apposta per lei, e io avevo abbinato la cravatta allo stesso colore. Quando siamo entrati nella sala, l’attenzione si è spostata immediatamente su di noi.
Mi aspettavo occhi sgranati e qualche risatina. Invece sono partiti applausi spontanei. I miei amici ci hanno accolto con entusiasmo, e persino il preside sembrava visibilmente commosso.
Poi è successo l’imprevedibile: Alma ha conquistato la pista da ballo.
Rideva, girava su se stessa con un’energia contagiosa e, durante una canzone di Bruno Mars, ha persino improvvisato un piccolo passo tutto suo. Era impossibile non sorridere guardandola.
A un certo punto il DJ ha fermato la musica e ha annunciato che il brano successivo era dedicato alla “Regina della serata”. Il nome che ha pronunciato ha fatto esplodere la sala in un boato: Alma.
La canzone era “Always” di Ella Fitzgerald, un pezzo che lei mi aveva raccontato essere stato speciale per lei e il mio bisnonno. Appena sono partite le prime note, nei suoi occhi è comparsa una luce diversa.
«Ballavamo questo brano nel salotto di casa», mi ha confidato con voce dolce.
Abbiamo danzato lentamente, come se per un attimo il tempo si fosse fermato. Intorno a noi si era creato un silenzio rispettoso, quasi magico.
Dopo quel momento, molti dei miei compagni si sono alternati per ballare con lei. Alma insegnava passi d’altri tempi, raccontava aneddoti e sprigionava una vitalità che nessuno si aspettava.
La sorpresa più grande è arrivata al momento dell’elezione del re e della regina del ballo. Tra lo stupore generale, Alma è stata proclamata regina onoraria della serata. Le hanno sistemato una piccola coroncina tra i capelli e una fascia con scritto “Spirito del Ballo”. Lei la indossava con un orgoglio luminoso.
Quando siamo tornati a casa, mi ha stretto la mano. «Non avrei mai immaginato di vivere una notte così a ottantanove anni», ha detto emozionata. «La vita sa sorprenderti.»
Il giorno dopo le nostre foto erano ovunque online. Tutti parlavano di lei, della sua energia, di quanto fosse bello vedere generazioni diverse condividere qualcosa di così autentico.
Rinunciare alle solite dinamiche del liceo per vivere quella serata con Alma è stata una delle scelte migliori che abbia mai fatto. Ho capito che ciò che conta davvero non è seguire la moda o fare quello che fanno tutti, ma creare ricordi veri, pieni di significato.
Se qualcuno ti propone qualcosa di insolito, anche se sembra strano o fuori dagli schemi, accetta. Potresti scoprire che proprio lì si nasconde uno dei momenti più preziosi della tua vita.
E magari, come Alma, finirai per lasciare un segno nel cuore di tutti.