Il ragazzo voleva sposare segretamente la figlia poco attraente di un oligarca. Ma mentre uscivano dall’ufficio anagrafe, il suo padre arrabbiato li stava già aspettando.
Oleg sedeva all’ultimo banco nell’aula soffocante, appassendo per il caldo e per il monotono borbottare del docente. Maggio era ormai scoppiato—così come l’ultimo semestre, le ultime lezioni, le ore finali prima della tanto attesa libertà. Un ventilatore che ronzava pigramente a malapena spostava l’aria calda; sembrava più un promemoria dell’imminente giugno che un sollievo dall’afa. […]
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